Interviste ad Alberto Conterio

sabato 29 febbraio 2020

Boris Johnson, vince tutto


Boris Johnson, vince tutto
Gli inglesi fanno il bis, al referendum sull’uscita dall’Unione Europea

Viene voglia di urlare dalla felicità! Dopo il ben noto referendum del 2016, in qui il popolo britannico si era pronunciato per l’uscita dall’Unione Europea, noi euro contrari abbiamo dovuto sopportare ogni sorta di menzogna, sull’immediato ripensamento del popolo britannico sulla scelta che aveva fatto. I cani da guardia del regime, vale a dire i giornaloni, le tivù, le radio e ogni sorta di pseudo intellettuale, hanno fatto a gara per convincerci che il buon popolo britannico aveva compreso di aver sbagliato la scelta fatta… Siamo andati avanti per otre tre anni a credere vero che, tutti pentiti, i sudditi di Sua Maestà la Regina Elisatebetta II, avrebbero gradito un secondo referendum e che il risultato sarebbe stato scontato: tutti entusiasti di poter restare nell’Unione Europea. Tutto falso, tutto inventato, tutto schifosamente edulcorato, da chi dovrebbe solo informarci, e invece pretende di orientarci secondo interesse!
Dopo i deludenti risultati di Teresa May, e i primi deludenti tentativi di Boris Johnson per abbozzare un accordo sull’Uscita dall’UE, erano ormai pochi quelli che non credevano vere, le cretinate divulgare a carrettate dai media sulla presunta volontà degli inglesi di tornare al voto per accordare la loro preferenza all’UE, ma evidentemente, nel Regno Unito il vento soffiava diversamente, e la verità era nota...
L’egocentrico Primo Ministro Inglese, non si è fatto intimidire oltre, e non si è sottratto a nuove consultazioni elettorali. Il suo programma politico fondato su un unico punto, non lasciava spazio e dubbio all’interpretazione e ai sui avversari: “Completiamo la Brexit, terminiamo ciò che abbiamo iniziato”. Non una consultazione politica quindi, ma in pratica, il tanto invocato secondo referendum, SI o NO Unione Europea!
Il buon popolo inglese non si fatto scappare l’occasione, votando a valanga per i Conservatori di Boris Johnson. Con l’attuale schiacciante maggioranza in Parlamento, ora l’uscita dall’Unione Europea è realtà, dimostrando che ogni volta che il popolo può esprimersi liberamente sul “problema” UE, l’UE non trova spazio! La gabbia europea si è dimostrata un fallimento sul piano economico e sociale e soprattutto un evidente pericolo per la democrazia. La gente l’ha ormai compreso! Bene!!!

Alberto Conterio - 28.01.2020

Trump: prossimo candidato al premio Nobel per la Pace


Trump: prossimo candidato al premio Nobel per la Pace
L'assassinio di Soleimani, catapulta il Presidente americano in testa alla classifica?

Nello stesso periodo di permanenza alla Casa Bianca di Trump, Obama, il predecessore, insignito del premio Nobel per la Pace nel 2009, aveva democraticamente bombardato non meno di sette diversi stati sovrani. E' quindi comprensibile che anche Donald Trump, ambisse a questo riconoscimento. Del resto, poverino, se ha nelle intenzioni, d’ottenere un secondo mandato presidenziale per mettersi al sicuro dalla "giustizia" americana, i militari e soprattutto l'industria militare del suo Paese, prima o poi doveva pur ingraziarseli in qualche modo? Ma probabilmente non è neppure colpa sua, e sicuramente la decisione di uccidere il generale Soleimani in terra d’Iraq, non è stata presa da lui, ma ha dovuto poi fare buon viso a cattiva sorte, confermando che l’ordine era partito da lui in persona. Sappiamo bene che il Presidente Trump, è stato solo informato a cose fatte. I paladini della democrazia, avranno una delusione, ma in questo Paese, il Presidente e il Congresso servono solo a ratificare le decisioni che vengono prese altrove. Trump è così inviso nel suo Paese proprio perché cerca di opporsi a ciò. Insomma, per il “sistema”, Donald Trump, dalla sua inaspettata elezione, rappresenta un pericolo!
E' una storia vecchia quanto gli stessi Stati Uniti d'America... una nazione dedita alla guerra da sempre, un popolo di violenti trafficoni, che hanno per hobby la pratica dell'alcolismo.
Desidero che non pensiate che sono diventato pazzo, queste sono affermazioni ferme, ragionate, in cui credo ormai da decenni, suffragate da una serie praticamente infinita di prove.
Un paio di esempi su tutti: noi italiani non dovremmo dimenticare per quieto vivere il feroce quanto inutile bombardamento di Foggia del 22 luglio 1943: 7643 morti, quasi tutti inermi civili. Un numero così elevato, da far impallidire i bombardamenti effettuati sul triangolo industriale Torino - Milano - Genova dal 1940 al quel giorno sciagurato. Una sola domanda: a che fine, dal momento che Foggia non era un obiettivo industriale, e neppure un obiettivo strategico - tattico?
15 febbraio 1944: l'Abbazia di Montecassino viene selvaggiamente bombardata e rasa al suolo. Pare che al suo interno si fossero sistemati di vedetta 14 (dico quattordici soldati tedeschi).
Costoro, rappresentavano una così grave minaccia per la 7a Armata statunitense e l'8a Armata britannica in avanzata, da dover cambiare la morfologia stessa della montagna?    
Non mi sono quindi stupito alla notizia di quanto era successo il 3 gennaio di quest'anno appena iniziato.
Un attacco aereo americano (effettuato da aerei pilotati o da droni a controllo remoto nulla cambia) condotto su una città di uno Stato Sovrano (Bagdad in Iraq) in spregio ad ogni legge e diritto internazionale, senza curarsi dei possibili effetti collaterali sui civili circostanti, nel silenzio/assenso dell'organizzazione più inutile e costosa di questo pianeta: l'ONU!
Sono rimasto invece stupito per l'esultanza di Salvini a questa tragica notizia. Lo consideravo uomo di maggior intelligenza. Certo, non ho mai pensato che Salvini fosse una persona di grande cultura, ma ritenevo che fosse sicuramente più intelligente. Peccato. Come è un peccato che un Paese come il nostro, una Nazione che affonda le sue radici in 25 secoli di storia e cultura, debba genuflettersi e applaudire davanti a misfatti simili!
Che sia chiaro, Soleimani, è stato definito da taluni figuri della politica e della cosi detta informazione, un terrorista, un criminale... Non vedo come si possa definire costui con questi termini, quando è stato l'artefice sul campo di battaglia in Siria, della sconfitta dell'ISIS, questi si terroristi. Ma forse, per gli americani, ciò è stato un torto troppo grosso da sopportare dal momento che l’ISIS quasi sicuramente, è una creatura loro!
Al contrario ritengo quanto successo il 3 gennaio, un attentato, un atto terroristico, condotto dagli Stati Uniti d'America, che dal 1989 rappresentano senza dubbio il peggio pericolo alla Pace mondiale!
Mestamente quindi, Vi invio i miei migliori Auguri di buon anno, nella speranza che il mondo non debba assistere ad altre follie come questa.

Alberto Conterio - 27.01.2020

Autostrade: riprogettare la rete e il sistema dei trasporti italiano


Autostrade: riprogettare la rete e il sistema dei trasporti italiano
“da un foglio di carta ed una matita” avrebbe detto Badoglio quando giunse Brindisi

Il crollo di parte della volta del tunnel sul Turchino, presso Masone sulla A26 del 31 dicembre 2019, ha riportato all’attenzione della gente il problema, grave, dello stato di manutenzione della rete autostradale ed in genere della rete stradale italiana.
Nel mio piccolo, non ho il desiderio di sindacare sulle responsabilità, che sono evidenti, o sulle intenzioni del presente governo circa la revoca delle concessioni alle aziende private che “gestiscono” la rete autostradale italiana, ma , vorrei solo esporvi alcune riflessioni sulla situazione che si è venuta a creare.
È evidente a tutti, tranne a coloro che acriticamente ed ideologicamente vedono nel liberismo l’unica forma di gestione della vita, che la stagione delle privatizzazioni sta volgendo a termine a causa dei pessimi risultati ottenuti in questi anni. Salutate come la risoluzione delle inefficienze Statali, hanno ottenuto scarsi risultati peggiorando sicuramente il livello dei servizi offerti.
È un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Quand’ero bambino e fino ad inizio anni ’90 del secolo passato, sulla Torino Milano, uno dei tratti più vecchi della rete autostradale italiana, lo spartitraffico centrale che divideva le due corsie, era abbellito da siepi e fiori, che venivano regolarmente curati, potati e innaffiati. Certo non eravamo ai livelli di pulizia e decoro generale delle strada svizzere, ma al tempo, la rete autostradale italiana (peraltro in continuo sviluppo) era considerata tra le prime al mondo, e seconda in Europa solo alla rete autostradale tedesca!
Come è stato denunciato anche dalla Corte dei Conti in una relazione del febbraio 2010 sui «Risultati e obiettivi delle operazioni di privatizzazioni di partecipazioni pubbliche» non solo per la gestione delle autostrade ma anche per acqua, energia e banche, dopo la privatizzazione le ex aziende pubbliche hanno aumentato la capacità di generare profitti, solo in funzione di cospicui aumenti tariffari, che sono oggi i più alti in Europa, senza aver recuperato nulla o quasi in efficienza. L’analisi della Corte dei Conti lanciava un monito anche guardando al futuro. Chiaramente si è tirato diritto senza ascoltare o tenere in considerazione lo studio. Oggi paghiamo le conseguenze di queste sciagurate decisioni. Il nostro è ormai uno Stato che non fa più il suo mestiere, ma è diventato lo studio legale dei grossi potentati privati, legiferando ad uso e consumo dei loro interessi.
Chiaramente, non avendo più le chiavi di casa, diventa difficile coniugare il progresso tecnologico, le tendenze sociali ed economiche che negli anni di sono evolute. Abbiamo così raggiunto un livello di crisi elevato del sistema, in quanto tutti questi temi, si sono evoluti nel tempo senza uno schema di assieme generale, provocando il caos. L’esempio più calzante riguarda il trasporto dei beni e delle materie prime sul territorio nazionale. Sappiamo tutti che in trasporto su gomma in Italia è molto elevato, circa 86% delle merci viene trasportato su strada, ma non ci viene mai detto che è elevato pure all’Estero. La Media Europea è del 76,4 %, In Spagna la quota raggiunge il 95%, 87% nel Regno Unito, 80% in Francia. L’Unico Paese sotto la media Europea è la Germania con il 64%. Quindi non è nei prossimi 20 anni, pur con un progetto globale di ristrutturazione dei trasporti, si possa stravolgere questo dato di fatto.
Sono scelte che andavano fatte 50 anni con grande convinzione e impegno, come Achille Lauro (pur con i suoi interessi di grande armatore) aveva tracciato su un programma politico redatto per una consultazione elettorale ligure a metà anni ’60. Egli con preveggenza, già denunciava ciò, chiedendo un piano omogeneo di ristrutturazione a livello nazionale dei trasporti, indicando una triade bilanciata tra Ferrovia, Nave e Gomma.
Nulla è stato fatto. Inoltre occorre prendere atto che nel frattempo il progresso tecnologico dei mezzi e della rete stradale non hanno camminato di comune accordo. Noi oggi assistiamo al transito di vere navi su ruote che impegnano strade, ponti e gallerie, costruite quando questi mezzi non esistevamo o avevano dimensioni e pesi decisamente inferiori. Delle due l’una insomma: accertato che la manutenzione delle strade (tutte le strade) DEVE essere effettuata ed è assolutamente UTILE  che venga fatta, occorre: vietare il transito di questi bestioni sui tratti che risultano non adeguati al loro stesso transito, oppure rivedere in Italia l’omologazione dei mezzi pesanti in modo che questi risultino adeguati alle strade disponibili. La seconda opzione, …rivedere completamente la rete stradale italiana, ormai ferma a 40 anni fa e non più adatta alla mole e alla tipologia del traffico pesante d’oggi.
Il problema contingente quindi, lo possiamo certo mitigare con dei piani di manutenzione, possiamo investire più risorse, oppure guadagnare meno (dipende dai punti di vista), ma il problema in se, non è risolvibile a breve termine con la revoca o meno delle concessioni. Anche in questo caso, occorrerà ripartire praticamente da zero, “da un foglio di carta ed una matita” avrebbe detto Badoglio quando giunse Brindisi con il Re ed il governo nel Regno nel 1943, e lavorare sodo, possibilmente in autonomia e nel solo interesse dell’Italia e dei suoi cittadini!

Alberto Conterio - 21.01.2020