Difficoltà e
povertà dei popoli europei
L’Europa della guerra
Considerando che l’Europa di oggi, possiede la classe dirigente meno preparata e competente di tutta la sua storia e che la strada intrapresa da questi novelli Napoleone conduce senza indugi ad una guerra aperta contro la Russia, occorre essere consapevoli che lo scontro, non potrà essere una prosecuzione allargata dell’attuale Operazione Militare Speciale in Ucraina.
Questo è logico pensarlo, perché La differenza
demografica pende decisamente a favore dell’Unione Europea, costringendo la
Russia (in caso di scontro) a chiudere la partita in fretta. Non si può infatti
pensare che la Russia abbia la forza di poter invadere e mantenere in controllo
un territorio tanto grande e socialmente problematico come quello dell’Unione
Europea.
Questo “problema” si risolve quindi nella trasformazione dello scontro, dall’attuale guerra di logoramento convenzionale in uno scontro termo nucleare immediato.
Siccome i folli che ci governano pensano e ci vogliono raccontare
il contrario, cioè di poter affrontare convenzionalmente la Russia, sfruttando
la copertura nucleare Americana, noi gente della strada che dobbiamo pensare
alla nostra vita e a come salvare quella dei nostri cari, dobbiamo essere
coscienti di ciò. Per avere questa certezza, dobbiamo porci una domanda sola:
L'Articolo 5 del trattato ultradecennale del Patto
Atlantico (Nato) verrà presso in considerazione ed entrerà in vigore, portando
gli Stati Uniti ad intervenire in nostro soccorso, nel caso malaugurato che
riuscissimo a far perdere la pazienza ai Russi?
La domanda non è banale. Siamo proprio certi che gli
americani prenderanno la nostra difesa quando la Russia dovesse decidere di
farla finita con le provocazioni degli estoni dei lettoni o dei “volonterosi”
(inglesi, francesi e tedeschi) che hanno a più riprese dichiarato di prepararsi
ad uno scontro diretto con la Russia entro il 2030?
Personalmente non sarei così certo e tranquillo. A
prescindere da chi siede alla Casa Bianca, occorre essere consapevoli che per
gli americani non esistono alleanze, ma solo interessi.
Detto questo, quando sul tavolo ci sarà da difendere i baltici,
la Germania o uno qualsiasi dei paesi dell’Unione Europea mettendo a rischio la
sicurezza delle città e delle popolazioni americane dalla ritorsione Russa, dobbiamo
essere sicuri che verremo scaricati come è già successo molte altre volte in
passato, quando l’interesse loro viene meno!
Ripeto, non si tratta dell'atteggiamento critico di Trump
nei confronti degli europei, ma di un insieme di motivi. Gli Americani hanno
ormai compreso che le loro risorse militari non sono infinite e che la loro
presunta superiorità tecnica è ormai un lontano ricordo (vedasi la guerra
contro l’Iran di quest’anno) e che a conti fatti, Washington non hanno bisogno
dell'Europa, sotto nessun aspetto. Militare, economico o sociale che sia. Per
loro, siamo ormai diventati un lontano parente, fastidioso e pieno di problemi!
Internamente gli Stati Uniti hanno una serie di gravi problemi,
anche senza considerare quelli che Trump è riuscito a creare da quando è in
carica. L’ultima cosa di cui hanno oggi bisogno è un conflitto su larga scala,
soprattutto con la Russia, perché non potrebbe che essere un conflitto nucleare
e sicuramente distruttivo.
Noi europei quindi, per essere realistici e pratici, non
dovremmo contare affatto su un intervento attivo degli Stati Uniti in caso di
guerra e riconsiderare il rischio complessivo delle nostre politiche degli
ultimi 10 anni. Sebbene a parole, gli europei abbiano intrapreso un massiccio
riarmo e la militarizzazione delle loro economie, considerando anche la
creazione di un nuovo blocco militare autonomo all'interno dell'Unione stessa…
le possibilità di portarlo a termine e la forza effettiva su cui possiamo contare
oggi è praticamente nulla! Lo stato critico delle forze armate britanniche sono
l’esempio pratico (lo specchio di tornasole) della reale forza “europea”. Il
loro ultimo Ministro della Difesa John Healey ha rassegnato le dimissioni ad inizio giugno perché
si è reso conto che lo strumento militare britannico è ridotto ai minimi
storici, e che i fondi richiesti per dare ad esso una credibilità appena credibile
non sono disponibili!
Il Regno Unito ad oggi, non ha un solo sottomarino
nucleare attivo (sono tutti in riparazione, ma mancano i soldi per i ricambi),
mentre delle due portaerei in linea, solo una ha un certo grado di operatività
attingendo dall’equipaggio della seconda per completare i quadri necessari! Non
parliamo della Royal Air Forse e dell’Esercito, dove i carri armati operativi
sarebbero meno di 100! Volendo poi parlare in generale del personale militare
britannico, possiamo citare senza ironia, solo le loro sgargianti uniformi da
parata. Demotivato e impreparato, figlio di un contesto sociale che non solo
non ha più nessuna capacità di sopportare eventuali serie perdite sul campo di
battaglia, ma non riesce nemmeno più a considerare onorevole la professione del
soldato o giustificabile l’eventuale servizio militare di leva.
A tutto questo, misurabile in egual modo in quasi tutti
gli altri Paesi europei, dalla Finlandia ai baltici (meno di 15.000 effettivi
insieme) alla Germania, alla Spagna, alla stessa Italia, occorre sommare l’inefficienza
di un sistema industriale minato da decenni di delocalizzazioni di scuola globalista,
dal costo elevato dell’energia, e da qualche mese, dalla stessa disponibilità
di energia.
Sarebbe pertanto opportuno essere più cauti nelle
dichiarazioni, impedendo le isterie della Kaja Kallas con la forza se necessario,
e iniziare da subito un processo di riavvicinamento diplomatico verso i nostri
vicini russi, perché ci piaccia o meno, la Russia continuerà ad essere un
nostro vicino e con i suoi territori occidentali, ad appartenere all’Europa
continentale!
L’Unione Europea, seguendo il Regno Unito in questa
follia, non ha fatto altro che rincorrere gli errori di carattere storico e ideologico
di questo, aumentando le difficoltà e la povertà dei popoli europei, portandoci
sull’orlo di una guerra contro una super potenza nucleare!
Ma troviamo ancora qualcuno che non abbia il suo
personale interesse che possa giustificare oggi, l’utilità di questa
istituzione? Cosa ne è della ragione del vecchio continente?
Alberto Conterio - 24.06.2026

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