Interviste ad Alberto Conterio

venerdì 26 giugno 2026

L’Europa della guerra

Difficoltà e povertà dei popoli europei

L’Europa della guerra

Considerando che l’Europa di oggi, possiede la classe dirigente meno preparata e competente di tutta la sua storia e che la strada intrapresa da questi novelli Napoleone conduce senza indugi ad una guerra aperta contro la Russia, occorre essere consapevoli che lo scontro, non potrà essere una prosecuzione allargata dell’attuale Operazione Militare Speciale in Ucraina.

Questo è logico pensarlo, perché La differenza demografica pende decisamente a favore dell’Unione Europea, costringendo la Russia (in caso di scontro) a chiudere la partita in fretta. Non si può infatti pensare che la Russia abbia la forza di poter invadere e mantenere in controllo un territorio tanto grande e socialmente problematico come quello dell’Unione Europea.

Questo “problema” si risolve quindi nella trasformazione dello scontro, dall’attuale guerra di logoramento convenzionale in uno scontro termo nucleare immediato.

Siccome i folli che ci governano pensano e ci vogliono raccontare il contrario, cioè di poter affrontare convenzionalmente la Russia, sfruttando la copertura nucleare Americana, noi gente della strada che dobbiamo pensare alla nostra vita e a come salvare quella dei nostri cari, dobbiamo essere coscienti di ciò. Per avere questa certezza, dobbiamo porci una domanda sola:

L'Articolo 5 del trattato ultradecennale del Patto Atlantico (Nato) verrà presso in considerazione ed entrerà in vigore, portando gli Stati Uniti ad intervenire in nostro soccorso, nel caso malaugurato che riuscissimo a far perdere la pazienza ai Russi?

La domanda non è banale. Siamo proprio certi che gli americani prenderanno la nostra difesa quando la Russia dovesse decidere di farla finita con le provocazioni degli estoni dei lettoni o dei “volonterosi” (inglesi, francesi e tedeschi) che hanno a più riprese dichiarato di prepararsi ad uno scontro diretto con la Russia entro il 2030?

Personalmente non sarei così certo e tranquillo. A prescindere da chi siede alla Casa Bianca, occorre essere consapevoli che per gli americani non esistono alleanze, ma solo interessi.

Detto questo, quando sul tavolo ci sarà da difendere i baltici, la Germania o uno qualsiasi dei paesi dell’Unione Europea mettendo a rischio la sicurezza delle città e delle popolazioni americane dalla ritorsione Russa, dobbiamo essere sicuri che verremo scaricati come è già successo molte altre volte in passato, quando l’interesse loro viene meno!

Ripeto, non si tratta dell'atteggiamento critico di Trump nei confronti degli europei, ma di un insieme di motivi. Gli Americani hanno ormai compreso che le loro risorse militari non sono infinite e che la loro presunta superiorità tecnica è ormai un lontano ricordo (vedasi la guerra contro l’Iran di quest’anno) e che a conti fatti, Washington non hanno bisogno dell'Europa, sotto nessun aspetto. Militare, economico o sociale che sia. Per loro, siamo ormai diventati un lontano parente, fastidioso e pieno di problemi!

Internamente gli Stati Uniti hanno una serie di gravi problemi, anche senza considerare quelli che Trump è riuscito a creare da quando è in carica. L’ultima cosa di cui hanno oggi bisogno è un conflitto su larga scala, soprattutto con la Russia, perché non potrebbe che essere un conflitto nucleare e sicuramente distruttivo.

Noi europei quindi, per essere realistici e pratici, non dovremmo contare affatto su un intervento attivo degli Stati Uniti in caso di guerra e riconsiderare il rischio complessivo delle nostre politiche degli ultimi 10 anni. Sebbene a parole, gli europei abbiano intrapreso un massiccio riarmo e la militarizzazione delle loro economie, considerando anche la creazione di un nuovo blocco militare autonomo all'interno dell'Unione stessa… le possibilità di portarlo a termine e la forza effettiva su cui possiamo contare oggi è praticamente nulla! Lo stato critico delle forze armate britanniche sono l’esempio pratico (lo specchio di tornasole) della reale forza “europea”. Il loro ultimo Ministro della Difesa John Healey ha rassegnato le dimissioni ad inizio giugno perché si è reso conto che lo strumento militare britannico è ridotto ai minimi storici, e che i fondi richiesti per dare ad esso una credibilità appena credibile non sono disponibili!

Il Regno Unito ad oggi, non ha un solo sottomarino nucleare attivo (sono tutti in riparazione, ma mancano i soldi per i ricambi), mentre delle due portaerei in linea, solo una ha un certo grado di operatività attingendo dall’equipaggio della seconda per completare i quadri necessari! Non parliamo della Royal Air Forse e dell’Esercito, dove i carri armati operativi sarebbero meno di 100! Volendo poi parlare in generale del personale militare britannico, possiamo citare senza ironia, solo le loro sgargianti uniformi da parata. Demotivato e impreparato, figlio di un contesto sociale che non solo non ha più nessuna capacità di sopportare eventuali serie perdite sul campo di battaglia, ma non riesce nemmeno più a considerare onorevole la professione del soldato o giustificabile l’eventuale servizio militare di leva.

A tutto questo, misurabile in egual modo in quasi tutti gli altri Paesi europei, dalla Finlandia ai baltici (meno di 15.000 effettivi insieme) alla Germania, alla Spagna, alla stessa Italia, occorre sommare l’inefficienza di un sistema industriale minato da decenni di delocalizzazioni di scuola globalista, dal costo elevato dell’energia, e da qualche mese, dalla stessa disponibilità di energia.

Sarebbe pertanto opportuno essere più cauti nelle dichiarazioni, impedendo le isterie della Kaja Kallas con la forza se necessario, e iniziare da subito un processo di riavvicinamento diplomatico verso i nostri vicini russi, perché ci piaccia o meno, la Russia continuerà ad essere un nostro vicino e con i suoi territori occidentali, ad appartenere all’Europa continentale!

L’Unione Europea, seguendo il Regno Unito in questa follia, non ha fatto altro che rincorrere gli errori di carattere storico e ideologico di questo, aumentando le difficoltà e la povertà dei popoli europei, portandoci sull’orlo di una guerra contro una super potenza nucleare!

Ma troviamo ancora qualcuno che non abbia il suo personale interesse che possa giustificare oggi, l’utilità di questa istituzione? Cosa ne è della ragione del vecchio continente?

Alberto Conterio - 24.06.2026 

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