L’indifferenza e le manganellate
Il
promettente futuro dei giovani italiani
Le ultime dichiarazioni di Draghi e di Mattarella sulle proteste giovanili in Italia, sono quanto di più inconcludente ridicolo e allo stesso modo vergognoso si possa ascoltare sull’argomento. Draghi ad esempio è riuscito a dichiarare che “In Europa comandano gli anziani, i giovani non si sentono ascoltati” e poi ancora ha spiegato che i ragazzi hanno “la sensazione che nessuno li ascolti”… No “caro” Mario i giovani non hanno la sensazione, i giovani hanno la certezza che nessuno li stia ad ascoltare, perché negli ultimi vent’anni almeno, tutti i loro problemi non sono statti risolti, anzi si sono aggravati ulteriormente, inoltre in Europa, quella costruita da te e dai burocrati come te , non comandano “solo gli anziani”, ma solo coloro che non hanno intenzione di cambiare rotta, perché quella esistente è la solo rotta che interessa loro, altro che giovani…
L’unica cosa giusta che questo squallido personaggio è riuscito a dire e che le proteste nei vari Paesi hanno diverse cause ma che il problema di fondo è comune: “all’Europa manca la crescita” …ma bravo Mario, bravo, questa è l’Europa che tu e gli altri pupazzi come te hanno costruito in questi anni, mentre tutto il resto del mondo è andato avanti sulla strada dello sviluppo e del progresso.
Ma veniamo a Mattarella… il presidente della Repubblica ha richiamato
istituzioni e imprese alle proprie responsabilità verso le nuove generazioni. Ma
non è lui il massimo rappresentante delle istituzioni? Non è lui ad impicciarsi
in ogni argomento, fintanto sulla scelta dei ministri che formano il governo
della Nazione ed ora ci viene a parlare di responsabilità?
Alla recente cerimonia al Quirinale per la consegna
delle insegne ai Cavalieri del Lavoro (viene quasi da ridere a scrivere ciò),
il capo dello Stato ha denunciato le difficoltà dei giovani nel costruire il
futuro e il fenomeno dell’emigrazione di chi cerca opportunità all’estero
affermando: “Molti giovani rientrerebbero volentieri” se avessero un percorso
di lavoro e di vita in cui realizzarsi, ha osservato, aggiungendo che la
società non può guardarli con indifferenza o “meschina sottovalutazione”. No
“caro” Sergio, non è la società che guarda con indifferenza i giovani, e la
politica malata della tua Europa e degli europeisti come te che trascurano di
guardare ai giovani perché hanno da guardare con più interesse al mantenimento
dello status quo per proteggere banche ed istituzioni sovranazionali, favorire
l’immigrazione incontrollata e proseguire con le follie ambientaliste che
causano la deindustrializzazione delle economie degli Stati membri.
Mattarella è poi riuscito a “ricordarci” che le
imprese “non fanno tutto da sole” e hanno bisogno di un terreno fertile, in cui
il capitale umano sia messo in condizione di esprimersi. E ci voleva “lui” a
scoprire l’acqua calda, facendoci intendere che dovrebbe essere una politica
responsabile a farsi carico di queste cose, con interventi su lavoro,
formazione e migliori condizioni di vita in generale… tutte cose che si
sarebbero potute mettere in cantiere da anni se non avessimo dovuto buttare nel
cesso decine di migliaia di miliardi di lire in privatizzazioni truccate e
contributi all’Unione Europea utili solo ad ingrassare infinite masse di
burocrati comunitari capaci solo di produrre regolamenti e limitazioni.
Draghi e Mattarella, sono apparsi sorpresi, indignati anche… Poverini! E cosa dovrebbero dire gli studenti ed i ragazzi in generale che sono stati insultati, derisi, infiltrati, manganellati e bersagliati da lacrimogeni e idranti?
Quando non possono studiare per affitti di camere e
materiale scolastico dai costi proibitivi siamo di fronte all’indifferenza o
all’interesse? Quali alternative hanno se non essere sotto pagati e sfruttati
su qualunque lavoro (se lo trovano) perché non laureati o senza esperienza? È
ancora indifferenza questa o un preciso disegno di interesse?
I giovani chiedono lavoro e dignità, e gli vengono date manganellate e la “promettente!” possibilità di una coscrizione per andare in guerra!
Alberto Conterio - 23.10.2026

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