Interviste ad Alberto Conterio

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martedì 27 ottobre 2026

L’indifferenza e le manganellate

L’indifferenza e le manganellate

Il promettente futuro dei giovani italiani

Le ultime dichiarazioni di Draghi e di Mattarella sulle proteste giovanili in Italia, sono quanto di più inconcludente ridicolo e allo stesso modo vergognoso si possa ascoltare sull’argomento. Draghi ad esempio è riuscito a dichiarare che “In Europa comandano gli anziani, i giovani non si sentono ascoltati” e poi ancora ha spiegato che i ragazzi hanno “la sensazione che nessuno li ascolti”… No “caro” Mario i giovani non hanno la sensazione, i giovani hanno la certezza che nessuno li stia ad ascoltare, perché negli ultimi vent’anni almeno, tutti i loro problemi non sono statti risolti, anzi si sono aggravati ulteriormente, inoltre in Europa, quella costruita da te e dai burocrati come te , non comandano “solo gli anziani”, ma solo coloro che non hanno intenzione di cambiare rotta, perché quella esistente è la solo rotta che interessa loro, altro che giovani…

L’unica cosa giusta che questo squallido personaggio è riuscito a dire e che le proteste nei vari Paesi hanno diverse cause ma che il problema di fondo è comune: “all’Europa manca la crescita” …ma bravo Mario, bravo, questa è l’Europa che tu e gli altri pupazzi come te hanno costruito in questi anni, mentre tutto il resto del mondo è andato avanti sulla strada dello sviluppo e del progresso.

Ma veniamo a Mattarella…  il presidente della Repubblica ha richiamato istituzioni e imprese alle proprie responsabilità verso le nuove generazioni. Ma non è lui il massimo rappresentante delle istituzioni? Non è lui ad impicciarsi in ogni argomento, fintanto sulla scelta dei ministri che formano il governo della Nazione ed ora ci viene a parlare di responsabilità?

Alla recente cerimonia al Quirinale per la consegna delle insegne ai Cavalieri del Lavoro (viene quasi da ridere a scrivere ciò), il capo dello Stato ha denunciato le difficoltà dei giovani nel costruire il futuro e il fenomeno dell’emigrazione di chi cerca opportunità all’estero affermando: “Molti giovani rientrerebbero volentieri” se avessero un percorso di lavoro e di vita in cui realizzarsi, ha osservato, aggiungendo che la società non può guardarli con indifferenza o “meschina sottovalutazione”. No “caro” Sergio, non è la società che guarda con indifferenza i giovani, e la politica malata della tua Europa e degli europeisti come te che trascurano di guardare ai giovani perché hanno da guardare con più interesse al mantenimento dello status quo per proteggere banche ed istituzioni sovranazionali, favorire l’immigrazione incontrollata e proseguire con le follie ambientaliste che causano la deindustrializzazione delle economie degli Stati membri.

Mattarella è poi riuscito a “ricordarci” che le imprese “non fanno tutto da sole” e hanno bisogno di un terreno fertile, in cui il capitale umano sia messo in condizione di esprimersi. E ci voleva “lui” a scoprire l’acqua calda, facendoci intendere che dovrebbe essere una politica responsabile a farsi carico di queste cose, con interventi su lavoro, formazione e migliori condizioni di vita in generale… tutte cose che si sarebbero potute mettere in cantiere da anni se non avessimo dovuto buttare nel cesso decine di migliaia di miliardi di lire in privatizzazioni truccate e contributi all’Unione Europea utili solo ad ingrassare infinite masse di burocrati comunitari capaci solo di produrre regolamenti e limitazioni.

Draghi e Mattarella, sono apparsi sorpresi, indignati anche… Poverini! E cosa dovrebbero dire gli studenti ed i ragazzi in generale che sono stati insultati, derisi, infiltrati, manganellati e bersagliati da lacrimogeni e idranti?

Quando non possono studiare per affitti di camere e materiale scolastico dai costi proibitivi siamo di fronte all’indifferenza o all’interesse? Quali alternative hanno se non essere sotto pagati e sfruttati su qualunque lavoro (se lo trovano) perché non laureati o senza esperienza? È ancora indifferenza questa o un preciso disegno di interesse?

I giovani chiedono lavoro e dignità, e gli vengono date manganellate e la “promettente!” possibilità di una coscrizione per andare in guerra!

Alberto Conterio - 23.10.2026

mercoledì 14 ottobre 2026

Il nuovo sistema elettorale è una truffa

Il nuovo sistema elettorale è una truffa

E al Quirinale che dicono?

Due paroline sulla nuova legge elettorale varata dal governo Meloni:

Il Porcellum di Roberto Calderoli del 2005 al confronto della nuova Legge appena varata è un raffinato esempio di equità democratica. Come ha affermato l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema infatti "Il nuovo sistema elettorale è una truffa. Ho letto che Arianna Meloni sostiene che siamo entrati nella terza Repubblica: mi sembra un'affermazione grave, perché per fare un'altra Repubblica bisognerebbe cambiare la Costituzione. E l'idea di cambiarla con una legge ordinaria rivela una grave carenza di cultura democratica. D'altro canto, per chi viene dal partito neofascista non è una sorpresa".


Naturalmente verrebbe da ribadire…

Eppure un certo Sergio Mattarella sempre attento a questi argomenti, sembra non essersene accorto di questo aborto democratico! Come è possibile?

Ma spiegazione di questa “svista” è altrettanto facile e naturale da spiegare, almeno quanto dar ragione a Massimo D’Alema:

L’unico scopo della Legge infatti è escludere nuovi competitor alle elezioni. La situazione rumena, e tedesca va evitata alla radice per l’esistenza futura dell’Unione europea. Aumentando a dismisura il numero delle firme necessaria per validare una lista, si crea una situazione in cui, ogni nuovo movimento o partitino, per poter accedere alla tornata elettorale imminente, dovrà in qualche modo contrabbandare un posto in una lista già accreditata di un movimento o un partito “del sistema” sia esso di destra che di sinistra.

Ciò implica che queste “nuove” forze, verranno inevitabilmente assorbite e/o ricalibrate da chi il potere già lo detiene. Maggioranza e finta opposizione che sia, di oggi e di domani!

Questa è una Legge che potrei definire addirittura eversiva. Per poter presentare la propria lista, un nuovo partito dovrà di fatto raccogliere un numero di firme che è superiore ai voti raccolti da diversi partiti che oggi sono già sono presenti in Parlamento. Ciò impedisce praticamente di poter dare una rappresentanza parlamentare a quel 45% di elettori che da anni non votano più, perché delusi dagli attuali politici e dalle attuali politiche!

Quante volte abbiamo sentito affermare da questi Clown che l’astensionismo fa male alla democrazia e che occorre riportare i cittadini al voto? …e lo facciamo con questa Legge elettorale?

Complimenti, davvero complimenti per la vostra ipocrisia…

Ma occorre essere realisti: questi mentecatti hanno una paura fottuta di ciò che pensa la gente e di ciò che abbisogna quella parte sana della società. Una società che a maggioranza ha ben compreso che le attuali politiche filo Europee e filo atlantiste sono la solo causa di tutte le difficoltà che stiamo vivendo da semplici cittadini negli ultimi 20 anni!

Loro, hanno quindi l’assoluta necessità di blindare l’attuale sistema in vista delle future elezioni, mettendo al sicuro chi il potere lo detiene oggi.

Ed ecco spiegato perché al Quirinale, nessuno ha avuto nulla da dire, anche se la Legge è stata voluta ed approvata dai “cattivi fascisti di destra sovranista”!

Ma che risata mi viene da fare pensando a chi, da sinistra (la finta opposizione del momento) grida allo scandalo. Sono solo la seconda faccia della stessa moneta!

Del resto è stato proprio uno di loro, Matteo Renzi, ad affermare di recente che il prossimo Presidente della Repubblica dovrà necessariamente essere un provato europeista!

Ma di cosa stiamo a parlare quindi…

Alberto Conterio - 12.10.2026 

mercoledì 9 settembre 2026

Una società allo sbando verso l’estinzione

Veneto: approvata la legge sul fine vita

Una società allo sbando verso l’estinzione

La notizia nuda e cruda e che il Consiglio Regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare sul fine vita, segnando una prima assoluta per una Regione guidata dal centrodestra. Il provvedimento ha ottenuto il sostegno di Lega e Forza Italia, insieme ai consiglieri del centrosinistra, mentre Fratelli d’Italia ha votato contro.

La legge è stata approvata con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. A sostenerla anche l’attuale presidente Alberto Stefani e Luca Zaia, presidente del Consiglio Regionale.

Il Veneto diventa così la quarta regione italiana a dotarsi di una normativa sul suicidio medicalmente assistito, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Stop!

Personalmente non ho un’opinione precisa e definita sull’argomento così come non ne ho su altri argomenti di carattere etico e morale, perché ritengo che tanto dipenda da una cornice di contesto, e da variabili e fattori quasi infiniti, …però qualche domanda me la pongo e in fondo a pensarci, sono domande che guidano in ultima analisi la mia stessa opinione.

La prima domanda che mi pongo è la seguente: gli elettori di centro destra - o quella cosa lì - avevano eletto questo Consiglio Regionale, votando per Zaia ed i suoi accoliti perché avevano letto e approvato un programma politico che prevedeva la necessità di un tale provvedimento?

No, vero? Infatti questo provvedimento non faceva parte del programma politico della Lega e della coalizione che hanno portato al potere Zaia in Veneto, …e allora, con quale diritto è stata approvata? È questo il livello di democrazia che desideriamo per il nostro Paese?

Poi mi chiedo: com’è possibile che un provvedimento di questo genere possa essere deciso autonomamente da una regione? Siamo forse un Paese federalista? Ciò vuol dire che se io vengo ricovero in Veneto posso ottenere qualche cosa che non posso ottenere in un’altra regione? Non è discriminazione questa?

Infine mi vengono alla mente alcune considerazioni di diverso carattere…

Si comincia con i malati terminali per pietà - poi come in Canada - ad un anziano all’ospedale, visto l’alto costo, gli offriremo di farla finita …per risparmiare? Ma lo sappiamo che dopo 7 anni dall’approvazione di quella legge in Canada, l’anno passato si sono registrate più di 16.000 morti assistite? …la quarta causa di morte del Paese!!! Erano tutte persone malate terminali che avevano il solo desiderio di morire o a maggioranza erano persone alla quale lo Stato e la Società risultante da questo Stato, non hanno dato loro altre possibilità che farla finita?

Questa legge dunque, subito dipinta come una conquista di libertà, è a mio avviso la porta alla schiavitù!

Perché si comincia così, con il sorriso sulle labbra… basta esserne consapevoli!

Vi faccio un altro esempio terra terra e più o meno sullo stesso argomento: la moda della cremazione dopo la morte, è forse da ritenersi una consapevole presa di posizione della popolazione, o il risultato di anni di propaganda subdola mirante a liberare spazio nei cimiteri?

Provate a pensarci… è una nostra consapevole necessità impellente e ragionata quella di richiedere la cremazione una volta defunti? Ne siete sicuri? Dov’è finito il rispetto sacro del corpo di un defunto che fa parte della nostra millenaria cultura?

E avanti di questo passo!

Con la dovuta “preparazione” dell’opinione pubblica potremmo presto ritrovarci alla presentazione di Leggi che prevedano la morte assistita per “vita completata”, come succede in Olanda ad opera del partito D66, il partito dei democratici liberali olandesi. Costoro hanno presentato in Parlamento una nuova versione della legge per il suicidio assistito per “vita completata”, già tentata e bocciata in passato. Se approvata, consentirà l’aiuto di stato alla morte a persone di almeno 75 anni che non hanno i requisiti per accedervi - non sono malate - ma mostrano un desiderio “attentamente considerato” di morire perché ritengono che la loro vita sia conclusa e che vivere non abbia più alcun senso. Nel maggio del 2022, il Consiglio di Stato aveva dato un parere negativo al testo di legge, chiedendo più tutele per chi chiedesse di morire, perché si disse, era necessario dare più tempo per la riflessione e accertare che il suicidio fosse davvero l’unica soluzione alla sofferenza di vivere.

Chiaro il concetto? Il Consiglio di Stato di questo modernissimo e sviluppatissimo e “democratico” Paese occidentale non ha stabilito che la proposta di Legge non era compatibile con una società sana, come sarebbe naturale pensare, no, ha semplicemente chiosato sul tempo di riflessione! 

Così la nuova proposta, presentata dalla deputata Anne-Marijke Podt (che a mia umile e modesta opinione deve essere una persona disturbata fin dalla più giovane età) aumenta da due a sei mesi il periodo di riflessione, e prevede anche il coinvolgimento nella procedura di “consulente di fine vita”, che dovrà accertare che la richiesta di morte sia “ponderata, volontaria e sostenibile”!

Anche in questo caso, desidero essere più chiaro possibile: Lo Stato, nato per difendere i cittadini - soprattutto i più deboli - invece di creare eventualmente figure professionali che aiutino le persone anziane che hanno dei problemi (di qualunque genere essi siano) preferisce pagare qualcuno che “accerti” che la richiesta di morte sia “ponderata, volontaria e sostenibile”! Ok? Tutto chiaro?

Di fronte a questa deriva, che considero inumana, anti-storica, illogica e in prospettiva contro la sopravvivenza stessa del genere umano, possiamo apprendere dell’approvazione della Legge sul fine vita in Veneto, considerando il fatto come una notizia positiva?

Considerando lo stato delle casse dell’INPS e la riduzione costante dei fondi per la Sanità pubblica, potremmo presto dare ai pensionati meno fortunati due opzioni: la prima prevede l’indigenza in solitudine, la seconda, prevede una bella iniezione gratis, per mettere fine alle sofferenze di una vita di merda, passata a lavorare 50 anni come precari per una ciotola di riso!

Dopotutto a cosa serve il progresso?

E in tutto questo, il Papa e il Vaticano hanno intenzione di dire qualche cosa oppure va bene così?

04.09.2026 - Alberto Conterio


domenica 28 giugno 2026

Aggiornamento dalla Commissione Covid

Aggiornamento dalla Commissione Covid

I danni da vaccino erano noti, ma furono silenziati

Torno sull’argomento, perché questo, è “un passato” che può essere dimenticato come vorrebbero coloro che ci governano.

Dopo aver compreso che le scelte operate durante la finta pandemia non furono dettate dalla scienza come ci veniva detto e ripetuto prima e dopo i pasti, ma furono dettate dalla politica per portare avanti un esperimento sociale, ora il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta ci svela un’altra importante verità.

La rivelazione di Maurizio Federico (importante dirigente con carriera ultratrentennale all’Istituto Superiore di Sanità) e di quelle che fanno tremare i polsi e mettono a mio avviso, una pietra tombale su tutto l’affare Covid…

Diversi ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità pubblicarono studi scientifici attestando l’esistenza di gravi effetti avversi da vaccino eppure vennero ignorati e contrastati anche.


Voglio essere preciso in merito: Costoro proprio nelle prime settimane della fase vaccinale, avevano messo insieme ricerche e documenti che attestavano senza ombra di dubbio che l'efficacia di questi era da dimostrare e che gli effetti avversi non voluti degli stessi erano al contrario ben conosciuti, riguardanti principalmente le miocarditi e le pericarditi indotte da vaccino. Di pubblicazioni ne esistevano già diverse, tutti studi scientifici internazionali che lo attestavano, ma furono ignorati e coloro che fecero il loro lavoro in seno all’ISS furono avversati, ridicolizzati ed emarginati!

I “vaccini”, erano sicuri ed efficaci. Stop!

Ancora una volta quindi, la scienza non centrava nulla, perché andava contro interessi e scelte politiche prese a prescindere dal pericolo che correva la popolazione.

L’Istituto Superiore di Sanità, fu addirittura costretto con un comunicato stampa a smentire ufficialmente quanto denunciato da questi suoi ricercatori (degli Eroi quindi) e costoro vennero poi addirittura sottoposti a procedimenti disciplinari. Procedimenti poi conclusi con un nulla di fatto, ma al tempo servirono fermare la verità.

Se eravamo abituati all'idea che la scienza potesse prendere in considerazione la critica, l'errore, la contraddizione, dovemmo accettare al contrario che la scienza era diventata dogma, fede religiosa, ideologia e politica.

Ma il Professor Maurizio Federico va oltre: Il “vaccino” fu denominato come tale, solo per non dover essere sottoposti a tutta un serie di studi sulla loro sicurezza, come le verifiche di cancerogenicità, tossicità, etc.!

Studi evitati altrimenti dovuti per legge ad introduzione di un nuovo farmaco.

In questo modo si spiega perché siano stati messi in commercio in pochi mesi.

Insomma, gli effetti erano già conosciuti nonostante i ridottissimi controlli e studi effettuati!

Uno di questi effetti non voluti, ma presente e conosciuto era quello di alterare diverse funzioni immunitarie. Un sistema delicatissimo quello immunitario che ci protegge da tumori e ci salva quotidianamente dalle infezioni.
Quindi, quando in tivvù i gurù del sapere scientifico affermavano che questa porcheria era SICURA ed EFFICACE mentivano sapendo di mentire!

Adesso, ammesso che queste informazioni giungano alla moltitudine del popolo, ci sarà qualcuno che cercherà di farci credere che il rischio era poca cosa e che è valso a salvare tante vite. Balle…

Statisticamente, un rischio di questo genere, non può essere giustificato da percentuale minima per essere accettato o legittimato, soprattutto sapendo che l’efficacia è pari a zero!

Parliamo di oltre 40 milioni di persone inoculate: che la percentuale di rischio sia 0,1 o 0,01% parliamo come minimo di 400.000 persone a rischio, altro che proteggere la salute delle persone come sancito dall’Articolo 32 della Costituzione!!!

Sempre durante l’audizione, viene confermata anche l’inutilità del Green Pass, un documento di controllo, burocratico, privo di qualsiasi fondamento scientifico. Era provato che avrebbe creato danni. Migliaia di persone che hanno diffuso il virus, pensando di essere immuni perché avevano un QR code in tasca.

Una situazione gestita in modo non solo autoritario ma anche sbagliato quindi!

Dobbiamo inoltre essere consapevoli che queste decisioni furono prese coscientemente in cattiva fede. Bisogna almeno sperarlo, perché altrimenti saremmo a parlare di idioti incapaci!

Il Prof. Maurizio Federico, al termine dell’audizione, ha comunque tenuto a precisare che quanto da lui esposto, era il frutto di un suo studio e ricerca personale e che non riflette (ancor oggi) le posizioni dell'Istituto per cui lavora! Capito???

Nel frattempo gli organi di disinformazione di massa, sono impegnati a divulgare i risultati delle partite disputate per i mondiali di calcio… Amen!

Alberto Conterio - 26.06.2026

mercoledì 17 giugno 2026

Covid: quando la verità non basta.

Covid: quando la verità non basta.

Il fine lavoro di insabbiamento continua!

Già a novembre dell’anno passato, avevo scritto dei risultati della Commissione d’inchiesta Parlamentare sulla gestione dell’emergenza Covid.

Pur procedendo tra mille difficoltà, i risultati sono diversi e apprezzabili, e contribuiscono alla conoscenza completa dei fatti del più tragico e oscuro periodo di vita vissuta da molti di noi.

Come scrissi a suo tempo, la verità viene a galla, e spiace aver avuto ragione pressoché su ogni punto di questa vicenda, perché sono molte le persone da me conosciute ad avere oggi problemi di salute riconducibili alla somministrazione dei farmaci sperimentali definiti “vaccini”.

Il frutto più importante che la Commissione ha raccolto fino ad ora e quello d’aver stabilità senza ombra di dubbio, che la gestione di questa operazione che al tempo definirono Pandemia, non è stata per nulla scientifica.

Il Comitato Tecnico Scientifico infatti, non era al controllo della situazione come ci hanno fatto credere, ma era un burattino, un paravento, una scusa, ad uso e consumo della politica. Quando al tempo ogni minimo dubbio o domanda “scomoda” veniva ostracizzato e criminalizzato, si faceva in nome della scienza… ricordate?

La gestione vera della Pandemia infatti fu politica. Esclusivamente politica! E non poteva certo essere scientifico, curare un virus con la vigile attesa, o con restrizioni ridicole come quando ci si poteva sedere o non sedere al Caffè prima o dopo un certo orario, oppure quando un marito ed una moglie erano costretti a star seduti in diagonale in auto tra i sedili anteriore e posteriore per andare al lavoro, quando la notte avevano dormito nello stesso letto!

Occorreva essere “complottisti” per comprendere che al tempo ci prendevano per il culo?

La politica del tempo, Istituzioni, Presidenza della repubblica, maggioranza al governo e opposizione - tutti assieme - hanno costruito l’opportunità di poter compiere un esperimento sociale per testare nuove soglie di controllo dei cittadini, basato sulla menzogna reiterata giornalmente da bollettini volutamente negativi e catastrofisti per mantenere alta la soglia del panico, contro la popolazione e la sua salute.

Tra coloro che al tempo avevano capito e hanno resistito (ognuno secondo le proprie personali capacità fisiche psicologiche ed economiche) è presente oggi, uno sconforto profondo, forse addirittura più avvilente di quando durante la “resistenza” dovevamo destreggiarci tra l’ostracismo di colleghi, amici e parenti, le assurde regole e i tempi ridotti, tra un tampone e l’altro per poter sopravvivere!

La Commissione continua il suo lavoro, la verità viene a galla, ma nessuno nella vita di ogni giorno, sembra accorgersi di ciò! Perché?

Per risponderci, dobbiamo ricordarci delle parole di Mattarella, quando osteggiando la creazione della Commissione, senza poterla impedire, dichiarò a fine luglio 2025 in uno dei suoi sermoni: “Ciascuno faccia il proprio mestiere e cerchi di farlo bene”, sottolineando come sia necessario che debba essere “garantito il rispetto del ruolo della Magistratura nel giudicare, perché soltanto alla Magistratura questo compito è riservato dalla Costituzione”. Di conseguenza, “iniziative di inchieste con cui si intende sovrapporre attività del Parlamento ai giudizi della Magistratura si collocano al di fuori del recinto della Costituzione e non possono essere praticate”, senza farne riferimento. Ma viene difficile pensare che non si riferisse proprio alla Commissione Bicamerale Covid, istituita qualche giorno prima. Lo provano anche le sue successive parole: “Non esiste un contropotere giudiziario del Parlamento usato parallelamente o peggio in conflitto con l’azione della Magistratura. Così come non sono le Camere a poter verificare, valutare, giudicare se le norme di legge che il Parlamento ha approvato siano o meno conformi a Costituzione perché questo compito è riservato, dall’articolo 134 in maniera esclusiva alla Corte Costituzionale”.

Insomma… verificate, indagate pure, ma non azzardatevi a giudicare.

Da allora, la politica e la stampa in generale si sono uniformati.

Del resto, l’opposizione al governo di allora, non l’abbiamo certo vista in piazza a difendere i diritti dei cittadini. Le stesse persone però, con una certa ipocrisia si è proposta e ha ottenuto la guida del governo attuale, promettendo “giustizia”; proprio loro, che permisero l’indifendibile!

Quindi, per quanto riguarda la Commissione, ci troviamo in una situazione che vede attualmente la mancata approvazione della Presidenza della repubblica, la netta opposizione di chi al tempo è stato responsabile, e l’imbarazzo dell’attuale governo a nascondere la complicità avuta da “oppositore”.

La quadratura del cerchio per accontentare tutti questi “attori” la fornisce come sempre la stampa, o meglio, i professionisti dell’informazione, che riescono da mesi ad occultare ogni seduta, ogni indagine, ogni rivelazione, ogni verità la Commissione abbia suo malgrado cercato di mettere a disposizione delle masse.

Posso apparire pessimista quindi, ma credo che le responsabilità non saranno attribuite, così come la verità che sta venendo a galla, sarà accuratamente tenuta a debita distanza dalle persone comuni.

Chi come me, oggi come allora, ha tenuto alta l’attenzione sulla questione è deputato alla frustrazione, ma anche a registrare queste testimonianze per evitare che tutto l’argomento venga obliato in via definitiva quando questa Commissione concluderà il suo lavoro! Nel silenzio naturalmente…

Il compito dei cittadini coscienti e coscienziosi, resta quello di non dimenticare!

10.06.2026 - Alberto Conterio 

venerdì 10 aprile 2026

Covid: Non possiamo scordarci di loro

Covid: Non possiamo scordarci di loro

Ieri l’altro discutendo con una persona che conosco da anni, dopo aver toccato diversi argomenti, dalla nuova guerra di aggressione statunitense al risultato del referendum sulla giustizia, siamo caduti ancora una volta sull’argomento Covid.

MI spiace doverlo scrivere, ma ancora una volta mi sono ritrovato davanti ad un muro. E se 5 anni fa il muro era propagandistico e serviva ad attaccare l’interlocutore che non cadeva nella trappola vaccinale, ora il muro viene eretto per la difesa di coloro che un tempo erano convinti attaccanti. Insomma, sono passati anni, ma ancora non si riesce ad avere un semplice scambio di opinioni su questo argomento.

Dopo alcune piccate battute, il mio interlocutore, vista la mia volontà di ribattere ad ognuna di esse, ha dovuto ripiegare, adducendo che era passato molto tempo, e non era certo il caso di discuterne ancora. Insomma, “chi ha avuto ha avuto, chi ha data ha dato e scordammuce u passato!!!”

E scordiamoci il passato un bel cazzo proprio invece… perché passato il terrore indotto che avevano, gli ex idioti di quel periodo, detti anche Covidioti, quando hanno realizzato di essere stati presi in giro, costoro, si guardano indietro con un certo imbarazzo.

Oggi quindi questi “poveri diavoli” (non tutti ma diversi) dichiarano: "ho fatto 3 dosi ma adesso basta", senza accorgersi di essere ridicoli.

Molti di essi, coloro che si credono più furbi, fingono sorpresa, come se avessero compreso il senso di quanto successo in questi ultimi minuti. Allo stesso tempo, però, la maggioranza di costoro, ancora oggi, ritengono di essersi comportati in modo accettabile, date le circostanze. In fondo era l‘unica cosa che si poteva fare no? …e certo, l’aperitivo chiamava! Potevamo rinunciare ad un aperitivo?

In questo modo si sentono sostanzialmente scusati autoassolvendosi, senza rimorsi insomma.

Contemporaneamente non si ricordano, o non desiderano ricordare di essere stati proprio loro a discriminare e perseguitare le persone che avevano osato un pensiero critico.

Chiaramente non si sentono responsabili di ciò che è successo. La paura che provavano giustifica tutto quello che fecero e che avallarono in quei mesi terribili.

Sono state queste persone con la loro paura e la loro volontà di non voler disturbare “il manovratore” a legittimare la violenza e l’ingiustizia che noi, abbiamo subito!

Che personcine per bene però… oggi, vogliono soltanto guardare avanti e dimenticare questo periodo. Acqua passata no? Non serve più ricordare certe cose…

E invece no, saremo noi, a ricordarci di tutto e soprattutto di loro.

Eccome se ci ricorderemo di loro: sono quelli che sotto nella Germania nazista avrebbero denunciato l'ebreo, sotto lo stalinismo il contro-rivoluzionario, che nella Francia del Terrore repubblicano, il "monarchico".

Ognuno ha scoperto di che pasta è fatto e non è sufficiente girare pagina, per ritrovarsi “vergini”.

Mi spiace, ma noi faremo tutto il possibile perché la violenza che abbiamo subito, non sia dimenticata. Siete avvisati!

Alberto Conterio - 10.03.2026 

venerdì 27 marzo 2026

Referendum sulla Giustizia

Referendum sulla Giustizia

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni”

A distanza di qualche giorno dall’esito del Referendum sulla giustizia, desideravo dire la mia sull’argomento.

La cosa più paradossale di questo “incontro” tra la politica ed il popolo, è che quasi nessuno ha votato sulla giustizia in se. Pochissimi coloro che hanno letto cosa proponeva la riforma del Governo e quali erano le motivazioni pratiche di coloro che parteggiavano per la bocciatura della stessa.

Nella pratica, il voto è stato chiesto per avallare o meno le buone e sincere intenzioni del governo di riformare la giustizia in Italia.


Che la giustizia in Italia sia da riformare non sfugge a nessuno, ma quasi nessuno degli italiani è stato in grado di capire se le riforme proposte avrebbero potuto effettivamente migliorare la situazione e servire alla gente comune.

Il fatto stesso che, prima del voto, in ogni occasione si potesse palpare un certo grado di “nervosismo” a discutere la riforma stessa, preferendo deviare l’attenzione sui significati politici di una scelta rispetto ad un’altra mi ha portato ad essere cauto e a decidere poi per un voto di “pancia”.

Mi sono infatti basato sull’esperienza del risultato di precedenti riforme che hanno interessato altri importanti argomenti, quali ad esempio la riforma elettorale in salsa maggioritaria o la riforma del titolo V della Costituzione sui rapporti e le competenze di Regioni, Provincie e Comuni!

E occorre essere onesti… ogni qual volta se messo mano agli articoli della costituzione, non lo si è fatto per risolvere un problema (supposto che il problema fosse reale) ma solo e sempre per cercare di trarre un vantaggio sul breve e brevissimo periodo, per questa o quella forza politica al governo!

La maggior parte della gente ha capito o a creduto di capire che i partiti di governo avevano un desiderio quasi sfrenato, di vincere. A tutti i costi anche. E questo ha fatto aumentare i sospetti nella gente in generale ed anche a me che avrei visto con buon auspicio qualsiasi cambiamento.

A questi sospetti si aggiungano le uscite maldestre di Nordio “Prima o poi anche la sinistra trarrà vantaggio dalla riforma”, della sua vice Bartolozzi "Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura”, di Tajani “L'ordinamento giudiziario è quello voluto dal fascismo dove l'imputato è colpevole”, per non parlare della ciliegina finale della Meloni “Se passa il no avremo per le strade spacciatori e pedofili”.

Di fronte ad uscite del genere, anche la maldestra dichiarazione del Procuratore della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, “Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”, seppur gravi, anzi gravissime, passano in second’ordine.

l’italiano medio non ha più avuto bisogno di capire i tecnicismi della riforma (peraltro incomprensibili).

La gente ha capito che da parte del governo c’era, nella migliore delle ipotesi, impreparazione, e nella peggiore, interesse.

Quindi il voto di questo referendum non è stato dato per cambiare o meno la giustizia, ma pro e contro la chi lo proponeva, e di conseguenza, ragionando, il mio rifiuto ad esprimere una scelta non è maturato per insufficienza di fiducia nel governo o sul Merito della riforma, ma sull’esperienza che il Metodo utilizzato per elaborare questa riforma fosse sbagliato!

Essendo la Magistratura un potere dello Stato come lo sono il Governo e il Parlamento, può uno Stato serio fare una riforma senza mettere tutti questi poteri insieme intorno ad un tavolo?

Queste riforme si possono fare solo concordando tra le parti, non contro le parti, a prescindere dal momento storico, dall’argomento e dai personaggi che occupano (a mia opinione immeritatamente) i posti di comando di questo povero Paese che è diventata l’Italia.

Vergognoso poi a mio avviso, il tentativo di legittimare l’operazione del governo, passando per un referendum popolare, quando l’argomento, molto tecnico e di difficile comprensione per la gente comune, poteva benissimo passare con una legge ordinaria votata in Parlamento!

Quindi il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha poco da apparire sconsolata dichiarando che ha vinto il popolo italiano che si è espresso democraticamente rammaricandosi che la loro riforma, promessa nel programma di governo non sia stata compresa e avallata dal popolo stesso… quasi a dire che: “noi abbiamo mantenuto le nostra promessa, ma siete stati VOI a bocciarla”!

E ci mancherebbe verrebbe da chiosare!

Cara Giorgia, “A scatola chiusa, compro solo Arrigoni” …come si diceva in una famosa pubblicità di Carosello negli anni ’70!

Alberto Conterio - 27.03.2026

sabato 14 marzo 2026

Rosa Parks - Quando la Giustizia regna sulla Legge

Il coraggio della ragione

La data del 1° dicembre, di quest’anno, avrebbe dovuto essere ricordato solennemente al pari di tante altre date, che per svariati motivi vengono evidenziate. Questo però non è più il Paese e l’Europa che amano ricordare atti di buon senso o per meglio dire di dissenso. Da anni ormai non siamo più la culla delle libertà.

Ma veniamo ai fatti: esattamente 70 anni fa, il 1° dicembre del 1955 nella città di Montgomery in Alabama (Stati Uniti d’America), una donna di colore di 42 anni salì su un autobus qualsiasi e si sedette al primo posto libero disponibile. Passati pochi minuti però, le venne intimato di alzarsi per far sedere un uomo bianco.


Quella era la legge del resto. Chi si comportava così era “nel giusto”. Chi pretendeva di sedersi era nel pieno rispetto delle regole e della Legge americana.

Ma la donna, Rosa Parks, quella volta rispose di no! Non urlò, non fece scenate, non spaccò nulla. Rimane semplicemente seduta. Un gesto all'apparenza innocuo… che in realtà portò ad una tempesta che a sua volta portò ad un cambiamento epocale.

In queste poche righe però, non desidero raccontare la storia di Rosa Parks, di Martin Luther King o la storia dell’abolizione della Legge sulla segregazione negli Stati Uniti d’America (il Paese che oggi si arroga il diritto di andare in giro per il mondo con le Portaerei ad esportare la democrazia)

Questo vuole semplicemente essere un richiamo, una lampadina che desidero accendere nel buio interiore di tutti coloro che oggi vivono la loro esistenza ripetendo a pappagallo, telecomandati dal “sistema” a se stessi e agli altri che le regole e soprattutto le Leggi, vanno sempre e comunque rispettate.

Un richiamo che faccio sovente e volentieri, perché la verità è che le regole e soprattutto le leggi vanno rispettate quando sono giuste. Quando queste non lo sono, infrangerle diventa un dovere morale di ognuno di noi che ha a cuore la Giustizia ed il Futuro del nostro Paese, come affermò Oriana Fallaci durante un’intervista.

Concludo ricordando che il progresso, quello vero, fatto di umanità, di diritti, di libertà e di giustizia, non lo fanno e non l’hanno mai fatto coloro che obbediscono, ma solo da coloro che ragionano. E se il ragionamento porta a farsi domande, a dissentire, a dire no, ad essere considerati dei ribelli anche, …bene: viva i ribelli allora!

Alberto Conterio - 03.12.2025