Dal 4 novembre alla disfatta nazionale
L’Europa delle
proteste e l’Italia dei finti sovranisti
Quanto sta succedendo il Europa in queste ultime settimane non ha precedenti per ampiezza del fenomeno di protesta che interessa quasi tutti i principali Paesi. Francia, Italia Germania, Portogallo, Spagna, Grecia, Belgio, Austria, Serbia, Albania, Regno Unito e Svizzera. Si, addirittura in Svizzera si stanno svolgendo manifestazioni di protesta.
Le ragioni delle proteste chiaramente non sono certamente
tutte uguali, ma hanno tutte lo stesso denominatore comune: il malessere
generale percepito dalla gente per il peggioramento complessivo delle loro
condizioni di vita. Credo che sia il sintomo ormai non più occultabile del
totale fallimento delle politiche in seno all’Unione Europea e di conseguenza
il fallimento ormai non più recuperabile del “progetto” Europeo.
Volendo parlare del mio Paese, l’Italia, faccio notare che abbiamo proteste che interessano quasi tutto il territorio nazionale, pur con motivi e modalità diverse. Al nord Italia abbiamo avuto le “proteste” degli studenti sulle condizioni delle scuole, le prospettive di futuro dei giovani, i costi elevati di studio e/o di vita degli studenti universitari, mentre al sud Italia le proteste interessano gli autotrasportatori, i contadini, i pescatori. Chiaramente al governo hanno fatto spallucce, hanno manganellato i più ed hanno parlato di ingerenze russe. I media poi, che sono il vero braccio “armato” di quanto rimane di queste istituzioni “democratiche” hanno dato visibilità ai mariuoli che in assoluta minoranza rispetto ai manifestanti, hanno dato vita deprecabili distruzioni, furti e disordini generali.
Questo ha permesso al governo di nasconde a chi proprio
non vuole vedere, la verità fatta di lavoratori, studenti e cittadini sempre
più in difficoltà economica… persone che sono costrette ogni giorno a lavorare,
studiare e vivere in condizioni peggiori rispetto a quelle passate, con la
percezione che il futuro offrirà condizioni ancora peggiori.
L'ambasciatore russo in Italia rispondendo alle
dichiarazioni farneticanti ed incomprensibili di diversi esponenti del governo
delle istituzioni e della politica nazionale - alle volte in contraddizione tra
oro - in merito alle manifestazioni che si stanno svolgendo nel nostro Paese
non è stato leggero pur restando diplomatico. Inutile evidenziare che la figura
fatta dal nostro Paese non è qualcosa di cui andare fieri, perché a livello
internazionale è come farsi sputare in faccia:
“La vicenda della
“pista russa” nei disordini di Milano ha preso una piega inaspettata: il
Ministro della Difesa parla di «guerra ibrida», quello dell’Interno sottolinea
l’assenza di prove di una regia esterna, mentre un vicepremier si stupisce
delle “storie sui russi”. Prima di cercare un «direttore d’orchestra» occulto
all’estero, sarebbe opportuno concordare lo spartito all’interno della propria
orchestra.
Per ora, si ha
l’impressione che la «mano di Mosca» sia un passe-partout tutto italiano per
qualsiasi questione scomoda. I giovani sono scontenti, i prezzi aumentano,
nelle strade scoppiano disordini, i camion non circolano?
Cosa c’è di più
facile che dare la colpa di tutto agli hacker russi, agli agenti russi o a
chiunque abbia un passaporto russo e continui per strana ragione a visitare
l’Italia?
Naturalmente, la
violenza e le devastazioni non hanno alcuna giustificazione. Ma nemmeno la
cittadinanza russa costituisce una prova di responsabilità in siffatti episodi.
Ai nostri
connazionali raccomandiamo di evitare i luoghi dei disordini, di rispettare le
disposizioni delle autorità e di prendere con umorismo le notizie sensazionali
sugli onnipresenti «agenti russi»: a giudicare dalla mole di lavoro loro
attribuita, avrebbero già dovuto presentarsi da tempo all’Ambasciata di Russia
o a Casa Russa per farsi pagare gli straordinari...”
E se analizziamo tutta questa situazione allargando la
visuale tanto inserire all’interno di una cornice abbastanza grande le
proteste, tutte, da nord a sud, i disordini e le distruzioni, le
“dichiarazioni” del governo e delle istituzioni, quanto ha detto l’ambasciatore
Paramonov, quanto pubblicato o trasmesso dai media nazionali con qualche
piccolo fatto di cronaca spiccia, si può intuire forse la verità…
Vi sono proteste al sud per un disagio economico ormai
non più sopportabile che si cerca di nascondere evidenziando i disordini
capitati al nord. Non sono disordini casuali o inaspettati, ma oserei scrivere
che sono disordini “vantaggiosi” per il governo e le istituzioni nazionali che
devono rispondere a Bruxelles. Permettono di deviare l’attenzione della
popolazione dai problemi che viviamo puntando il dito su qualche teppista…
incitato forse da qualche infiltrato! Non credere agli infiltrati? Peccato.
Personalmente essendo un “complottista” di carriera (cioè coloro che denunciano
situazioni e verità, “inspiegabili” due o tre anni prima che le stesse situazioni
e verità vengano divulgate dalle autorità in via ufficiale) non faccio fatica a
credere che a Milano ad esempio le distruzioni siano state “facilitate” dando
il La a una platea di teppistelli attaccabrighe che non aspettavano di altro
che sfogare la loro rabbia e frustrazione. Al Nord proprio, dove l’identità
nazionale della popolazione è ormai un ricordo del passato, mentre al sud, le
proteste diversamente motivate trovavano una popolazione ancora integra nella
propria identità storica e culturale, difficilmente orientabile quindi, verso
obiettivi che non siano sentiti o ritenuti importanti!
Nel frattempo, sotto il silenzio generale
dell’informazione “di mestiere”, il governo ha appaltato ufficialmente commesse
militare dal valore di 3,7 miliardi a Leonardo e Rheinmetall.
Per agricoltori, camionisti e pescatori si stanziato 105
milioni di euro, per la guerra che vuole Bruxelles 3,7 miliardi di euro. E che
dire dei circa 20 miliardi buttati nel cesso… pardon, elargiti a Kiev, per una
guerra persa in partenza e che si poteva chiudere onorevolmente 15 giorni dopo
essere iniziata?
La gente si è ridotta a risparmiare sulla spesa (il 67%
degli italiani) la povertà assoluta ormai conta circa 6 milioni di
concittadini, la sanità è diventata un miraggio nel deserto e al governo si
acquistano carri armati e sistemi d’arma! Cosa mai potrà succedere?
Ci si stupisce invece che la gente scenda in strada,
invocando chissà quale ingerenza straniera! Questo succede!
Ma volete che vi parli di una chicca???
Mentre ci informavano (a modo loro) e a reti unificate
circa i risultati delle elezioni israeliane e mentre il Presidente del
Consiglio in carica metteva in scena una pagliacciata contro la magistratura
sull’affare Youssef Siher, la presunta "mente" del Movimento 17
ottobre (creato il 19 ottobre, due giorni dopo i fatti che avrebbe dovuto
ispirare) a Roma, davanti a Montecitorio, c'erano in manifestazione i
“caregiver”.
I caregiver sono quelle persone, spesso familiari, che
assistono 24 ore al giorno individui con forti handicap. Pensiamo all’autismo,
ai malati di SLA o altre malattie genetiche rare. Una protesta silenziosa la
loro, contro un provvedimento, il DDL Locatelli, che impone requisiti
strettissimi per aver diritto a contributi, a loro volta insufficienti a chi ha
bisogno di un sostegno vero, per assicurare una dignità a questi sfortunati. In
questo caso, niente vetrine rotte, quindi niente “vetrina”.
Si può tranquillamente fare finta che la manifestazione
non ci sia stata.
C'è un'Italia intera in piazza che protesta e la priorità
del governo e di attribuire colpe e responsabilità ai russi o ai giudici
anziché affrontare e porre rimedio ai problemi della popolazione.
Sono questi i patrioti? Questi sono i sovranisti
disponibili per affrancarci dalla dittatura europea?
Alberto Conterio 04.11.2026

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