L’esempio
francese?
Una finestra aperta sullo squallore e sul degrado
Non potendo tenere nascoste le proteste in Francia che ormai da giorni interessano un numero imprecisato di città francesi, l’informazione di mestiere in Italia dei soliti nomi, ha tentato di spacciare le stesse per una rivolta studentesca contro la qualità dell'istruzione pubblica in Francia.
Essendo
stato uno studente anch’io, posso affermare che mi sembra un poco strano?
Quando mai
uno studente, soprattutto delle scuole superiori è stato interessato alla
qualità dell’istruzione che riceve?
Ma lasciamo correre
queste ovvietà e concentriamoci 10 minuti sui filmati che possiamo guardare in
rete inerenti queste proteste… nella maggioranza dei casi, si vedono squadracce
di non autoctoni che sfogano la loro rabbia contro una società - quella
francese - che non riconoscono e che contestano a prescindere, pur essendo in
maggioranza composte da “cittadini francesi” di origine africana di seconda e
terza generazione! Insomma, ci troviamo di fronte alla prova provata del
fallimento delle politiche migratorie tanto care all’Unione Europea, alla morte
dell’ideologia del multiculturalismo, alla fine dell’universalismo illuminista.
E desidero puntare il dito proprio sull'universalismo. Una falsità, perché nulla è universale quando si ha a che fare con il genere umano. Non potremo mai essere tutti d'accordo, perché non siamo “tutti uguali” come qualcuno vuole farci credere e asserisce istericamente.
E la Francia
è l’emblema mondiale di questa ipocrisia. Quella che si sta consumando quindi non
è una rivolta studentesca, ma è la rivolta, l'ennesimo round della rivolta degli
immigrati di seconda e terza generazione che non si riconoscono nel paese in
cui vivono anche se hanno beneficiato di denaro e risorse immense. Non si
riconoscono non perché siano degli ingrati, ma semplicemente perché sono
etnicamente diversi dai francesi, (sono in maggioranza arabi) e parlando di
credo religioso, non sono cristiani ma musulmani!
Questa
rivolta, non è politica quindi, è etnica prima e culturale poi. Più in fretta lo
comprendiamo in Europa è meglio è, perché di questo passo il problema non potrà
che peggiorare ancora. E purtroppo non si torna indietro… non ve ne è la
possibilità. Ad oggi le possibilità rimaste sono due: soccombere a questa nuova
popolazione e adeguarsi alla loro cultura o scatenare una guerra civile con
annessa una violenta pulizia etnica. La storia ha già visto questo orrore più
di una volta…
E occorre
essere coscienti fin da subito, che quand’anche dovesse succedere, sarebbe
comunque la fine di quei “valori universali” che abbiamo creduto fondanti la
nostra società “occidentale”.
Comunque
vada quindi, siamo all’anticamera di una nuova era. La Francia che abbiamo
sempre creduto di conoscere non esiste più e forse non è mai esistita, e così
l’Europa che “amiamo” propagandare!
Ma scendiamo
nei particolari della società francese: oltre alpe, si contendono la supremazia
almeno tre diversi Stati francesi… quello che ormai tutti identificano nella
Francia moderna, figlia della rivoluzione dell’illuminismo e dei valori
universali ecc. ecc. oggi rappresentata dal super liberale e progressista
Macron, che dall’ottocento in avanti pur con diverse sfumature (dalla destra
alla sinistra dell’arco politico costituzionale) è simbolo dell’imperialismo,
scuola di pensiero e di azione di uno Stato che persegue la sua ideologia nel
mondo attraverso la forza. Poi vi è la Francia della destra Lepenista che
potrebbe tranquillamente identificarsi nella resistenza vandeana, che vorrebbe
una Francia autarchica, tradizionale, bianca e cristiana, ed infine una Francia
di estrema sinistra guidata oggi da Jean-Luc Mélenchon che vorrebbe la Francia
un Paese di meticci, creolo e mangiatore di cous cous. Dentro questa corcice
generale, si agitano i rivoltosi di cui sopra, che vorrebbero poter intendere
la Francia come una estensione europea del loro agognato califfato universale.
Insomma
stiamo parlando di una polveriera in procinto di detonare con una forza tale da
poter cancellare per sempre tutto ciò che conosciamo o abbiamo creduto di
conoscere.
Quanto
succede in Francia così evidente, si sta facendo strada più o meno nel resto
dell’Europa occidentale. L’unione simbolica tra il progressismo di sinistra con
ciò che abbiamo voluto credere essere i “nuovi” cittadini multiculturali,
multietnici è ormai praticamente completa e irreversibile. Una fazione
“omogenea” questa, nel suo caos, combattuta aimè da un’altra fazione di caos (di
estrema destra questa) altrettanto deleteria, formata da chi agogna ad un
fortilizio liberale, sionista e atlantista, relegando la parte buona della
società (che vorrebbe solo poter vivere in pace secondo le proprie tradizioni)
a fare la vera opposizione allo stato di fatto attuale che vede in generale l’assenza
di valori fondamentali, una politica militarista sanguinaria, il drastico
ridimensionamento della stabilità sociale, la crescita proporzionale dei ghetti
e la totale mancanza di programmi concreti di integrazione, che hanno portato i
Paesi europei di quando eravamo giovani, al disastro collettivo di questa
Unione Europea di oggi.
Ogni persona
che sa guardare, vede oggi nella Francia una finestra aperta sul nostro futuro
prossimo fatto di squallore e degrado senza fine.
Ecco cosa
succede a una società che vive, come recita un vecchio proverbio russo, «senza un re nella testa e senza Dio nel
cuore».
Nel
frattempo è salito a più di cinquemila il numero di persone fermate/arrestate
in Francia dal 28 settembre! Proviamo a pensare ai titoloni sui giornali
occidentali, se in Russia, la polizia avesse arrestato o fermato anche solo 50
studenti per una protesta simile!!!
Sono questi
i valori “europei” che dovremmo difendere da Putin?
Alberto Conterio - 07.10.2026


