Interviste ad Alberto Conterio

martedì 27 ottobre 2026

Dal politicante al manganello

 Dal politicante al manganello

Le due facce del partito unico europeo

Desidero fare un punto sull’ormai infinito elenco delle rivolte, manifestazioni e proteste che interessano l’Europa in queste ultime settimane. La mia analisi parte dall’osservare nella gente un certo stupore per quanto sta succedendo. Quasi tutti non hanno compreso lo stato vero della situazione. Non che io abbia la verità in tasca per carità, ma un’idea di quanto sta succedendo me la sono fatta, e non coincide - guarda caso - con quanto viene divulgato sui media (non solo italiani) e con quanto ha compreso la popolazione in generale o con quanto crede di sapere sui fatti che si stanno verificando in questi giorni.

Facciamo una premessa per inquadrare più correttamente possibile la situazione odierna:

In vent'anni l'Unione europea ha perso circa un terzo del suo peso nell'economia mondiale. Ciò non è l’opinione di un euro-contrario come me, questi sono i fatti… sulle 74 tecnologie critiche che modellano già oggi lo sviluppo dell’attività umana su questo pianeta e lo modelleranno ancor più in futuro, censite dal Critical Technology Tracker dell'ASPI, la Cina ne guida 66 e gli Stati Uniti le altre 8: nessun Paese europeo è primo in una sola di esse. Si arriva a malapena sul podio di 3 o 4 di esse solo sommando le conoscenze e le capacità tecnologiche di tutti i Paesi dell’Unione (+ regno Unito) assieme!!!

Nel frattempo, invece di lavorare augurandoci di riuscire a recuperare il terreno perduto, come stanno facendo tutti i Paesi del mondo - dal più insignificante ai più avanzati - l’Unione Europea continua la sua politica di deindustrializzazione “felice”, grazie alla classe dirigente più inetta e inconcludente di ogni tempo.

Badate bene, io non credo assolutamente che costoro siano degli imbecilli, credo al contrario che queste persone stiano portando avanti un preciso disegno o programma politico. Non si spiega altrimenti!

Se prendiamo degli ubriachi fuori dalle osterie italiane, dalle birrerie tedesche, dai pub inglesi, o da qualsiasi altro simile locale di Francia, Spagna ecc. e ne facciamo uno gruppo, a decidere del nostro destino, su qualsiasi argomento, sarebbero in grado di fare meglio! Statisticamente parlando infatti, è provato che scegliere tra due opzioni (una corretta ed una sbagliata) a caso, ci si azzecca nel 50% dei casi circa. L’Unione Europea invece, con “ammirevole” costanza, in trent’anni di decisioni, non ne ha azzeccata una che sia una. Ogni singola decisione presa in seno a questa “organizzazione” non ha fatto altro che accelerare il declino di questa porzione di continente, di subordinare la nostra politica e la nostra dignità nei confronti di Israele, di sottometterci alle volontà americane!

In nome di questo squallore ideologico da lecca piedi, siamo diventati irrilevanti sotto ogni punto di vista, e la “trovata” di continuare sulla strada di un atteggiamento più che ostile nei confronti del nostro vicino russo, getta enormi masse di cittadini nella povertà. Di fronte a questo disastro epocale, non si ha di meglio che puntare quanto ci rimane nel riarmo, rinunciando a prescindere alla diplomazia, come chi getta i suoi ultimi denari sul banco truccato di una roulette clandestina! …ma vogliamo forse credere di poter andare alla guerra e di vincerla senza energia, senza materie prime, senza industrie e senza denari?

Ora chi è stato in passato corresponsabile o è corresponsabile oggi di questa catastrofe economica, energetica, sociale e geopolitica si divide in due gruppi. C’è chi ancora certo della sua presunta superiorità si indigna o finge di indignarsi che in Europa si accendano focolai di ribellione ogni giorno più caldi, e c’è chi invece ha ben compreso le cause, ma ritiene che anche la rabbia popolare si possa mettere a frutto.

Costoro sono i più pericolosi, e si suddividono a loro volta in chi lavora per infiltrare i movimenti e trascinarli nei vicoli ciechi delle derive violente, così da inaugurare cicli di repressione e risvegliare in larghi settori dell'opinione pubblica quei riflessi d'ordine che portano ad accettare modelli di gestione autoritaria permanenti, e chi dopo aver fatto carriera nel neoliberismo più sfrenato, prova a rifarsi una verginità presentandosi come paladino di coloro che si sono impoveriti, guidandoli lontano da quei movimenti certamente meno organizzati ma più “veri” che si oppongono davvero al sistema imperante.

Insomma, anche la rabbia di questi giorni contro il potere diventa il pretesto per rafforzarlo.

Due strade parallele, oppure due diverse strategie solo in apparenza. Da una parte la repressione bruta in favore dell’ordine pubblico, dall'altra il politicante riciclato che rispolvera argomentazioni disattese da sempre come una panacea. 

Gli uni vogliono criminalizzare la protesta, gli altri addomesticarla... per interesse, prima hanno prodotto il malcontento, ora sempre per il loro interesse, il malcontento lo vogliono amministrare!

Per costoro, la rivolta rumorosa e violenta è un’opportunità. Il vero incubo, quello che vogliono assolutamente evitare è quello di un popolo lucido e organizzato, che riconosce i responsabili del disastro e smette di affidare proprio a loro il compito di essere salvato.

A noi spetta di non farci abbagliare dai Generali che diventano Politici, e soprattutto di non farci abbagliare dai Politici che vogliono fare i Generali. Dobbiamo fare attenzione a non porgere loro occasioni per essere ingabbiati più di quanto non lo siamo già oggi, e allo stesso tempo, dovremmo avere l’apertura mentale sufficiente a capire che per risolvere i nostri problemi e tornare a prosperare in pace occorrerà uscire dal sistema per trovare un’alternativa!

Non sarà facile…

Alberto Conterio - 22.10.2026

domenica 18 ottobre 2026

Come stiamo scivolando verso la guerra

I fantasmi del passato in Europa

Come stiamo scivolando verso la guerra

Lo spettro tedesco ha ripreso ultimamente ad agitare l’Europa. Se si possiede una memoria storica, I fantasmi del passato non si possono nascondere nell’armadio o sotto ad un tappeto.

Sentire parlare di riarmo tedesco infatti, dovrebbe far tremare i polsi a chiunque, e così è tra la gente comune, per questo vorrei formulare un’analisi su questo argomento.

Credo occorra fare un passo indietro, citando Giulio Andreotti, quando incalzato da un giornalista sulla riunificazione tedesca, dichiarò: “…amo così tanto la Germania che ne preferivo due!”. Ecco, quello fu il primo di una serie di errori che nel prossimo futuro, potrebbero aprire le porte ad una nuova guerra in Europa. Mai infatti si sarebbe dovuto permettere ai tedeschi di ritrovarsi uniti e in merito, furono in molti a dichiarare che il processo non avrebbe portato a nulla di buono!

Sono passati meno di quarant’anni e i nodi cominciano a venire al pettine. Secondo il mio parere però, l’accelerazione prende l’avvio nel settembre del 2022, quando il Nord Stream, il doppio gasdotto sottomarino di oltre 1.200 km che collegava direttamente la Russia alla Germania attraverso il Mar Baltico, viene fatto saltare.

Per la Germania questo ha significato non solo una sciagura, ma la certezza della sua recessione economica, che ad oggi, passati quattro anni appare catastrofica. Chi fu a compire questo atto terroristico? Il responsabile chiaramente non è ufficiale, ma chiunque sapesse della contrarietà americana a questa opera ha tratto le sue conclusioni. Del resto, il Presidente americano Joe Biden, aveva promesso ai tedeschi che il gasdotto non avrebbe operato prima ancora che questa importante infrastruttura fosse completata.

Quando le tubazioni vennero fatte saltare in aria, i tedeschi non hanno potuto dire nulla, anzi hanno dovuto addirittura operare per mescolare bene le carte svolgendo indagini fittizie che non accertarono nulla! In quella fase storica, non erano nella condizione di poterlo fare. Ricordo che i tedeschi e la Germania sono dal 1945 controllati in casa dagli Americani dopo una guerra persa rovinosamente. Gli Americani del resto si sono fatti carico della ricostruzione della zona occidentale di questo Paese (…la Repubblica Federale di Germania) e della sua protezione militare fino al 1989. Dopo la sua riunificazione, hanno poi esteso la loro protezione all’intero territorio tedesco. Una Germania ridotta quindi ad essere una colonia americana. Nulla di più, ed in base a questa situazione hanno potuto dire nulla! Da buoni tedeschi però, devono aver fatto un nodo al fazzoletto. Del resto se non sei nella condizione di poterti confrontare “fisicamente” con un avversario, rischi solo di prenderle…

Oltre a questo fatto determinante poi entrano in gioco altri fattori secondari, come una certa sorpresa. Per decine d’anni i tedeschi hanno vissuto nel confort della protezione Americana, e la minaccia di Biden, non venne presa alla lettera. Quando il Nord Stream saltò, fu per loro una vera sorpresa. Una pugnalata alla schiena!  

Programmare una risposta alle volte richiede tempo e l’occasione giusta, per questo credo che il riarmo tedesco sia da interpretarsi in funzione anti-americana e non anti-russa!

L’isteria russofobica che ha invaso l’Europa dopo il febbraio 2022 è una scusa! Grazie ad una Unione Europea e ad un Regno Unito accecati dall’odio storico nei confronti dei Russi e del mondo slavo in generale, la Germania (che ha sempre avuto ottimi rapporti commerciali con la Russia con la sola esclusione del periodo Hitleriano 1940-45) ha programmato un investimento di riarmo faraonico con l’intento di ottenere le forze armate più potenti d’Europa. Non occorre essere degli storici per comprendere quanto ciò sia pericoloso!

Gli unici ad aver drizzato le antenne per ora sembrano essere proprio i russi, che devono aver già maledetto più volte il giorno in cui ritirarono le loro truppe dalla Repubblica Democratica di Germania e da Berlino Est, rendendo materialmente possibile la riunificazione tedesca!

Per nostra fortuna, in questo scenario non certo positivo, entra a piè giunti AfD, il partito di Alternativa per la Germania.

A due settimane dalla vittoria storica in Sassonia-Anhat, AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania. Il loro programma politico ha un fulcro sui buoni rapporti con la Russia. Bruxelles e Londra sono terrorizzate di quanto può succedere. Troppi i lori interessi in gioco. Naturalmente ad AfD è stata immediatamente appiccicata l’etichetta dell’Estrema destra neo nazista, ma è chiaro a tutti - non solo in Germania - che AfD non ha nulla a che vedere con questa identità e che il consenso gli viene dagli elettori in senso più che trasversale. Un esempio per tutti… la partecipazione elettorale è cresciuta in tutte le elezioni in maniera significativa: di 20 punti in Sassonia-Anhalt; di circa 11 punti a Berlino; di 7 punti in Meclemburgo; di 6 punti in Bassa Sassonia. Ciò significa che il rilievo assunto dall’elezione ha riportato alle urne elettori insoddisfatti che non si riconoscono più nei partiti tradizionali, che hanno tutti perso elettori e voti negli ultimi anni. Un dato di per sé positivo, che allontana le illazioni strumentali di cui sopra.  

Le elezioni federali in Germania si dovrebbero tenere a febbraio 2029, ma è chiaro che qualche cosa deve cambiare necessariamente prima, anche solo per cercare di limitare il trionfo che AfD potrebbe avere a quella data, se le politiche tedesche dovessero trascinarsi immutate.

Gli analisti però prefigurano tutti altre opzioni:

La prima è il cambio di cancelliere, un’operazione che ha avuto dei precedenti, come quando Willy Brandt fu sostituito da Helmut Schmidt. Purtroppo l’attuale classe dirigente al governo del Paese non ha tra le sue fila un valido candidato alternativo. Come possibile sostituto circola il nome di Hendrik Wüst, il ministro presidente della Renania Vestfalia che però dovrebbe lasciare il suo Land un anno prima delle elezioni, con tutte le incognite che tale scelta porterebbe con sé. Forse qualche speranza la nutre anche Markus Söder, il leader della Baviera. All’indomani delle elezioni in Sassonia-Anhalt, Söder ha tenuto un discorso in cui si è presentato come baluardo contro l’AfD. Parlava alla Baviera certamente, ma forse non solo a essa. Tuttavia è difficile che un leader della Csu possa sostituire un cancelliere della Cdu, senza contare che il conservatorismo del leader bavarese potrebbe complicare i rapporti con la SpD nel governo.

La seconda opzione vede ancora Merz protagonista che non abbandona ma ricorre magari a un voto di fiducia per rafforzare la sua posizione e continua a governare puntando alla prosecuzione delle riforme avviate. La fiducia potrebbe trovarla al Bundestag, ma sarebbe poi in grado di dare una diversa impronta alla sua azione di governo per bloccare l’emorragia di consensi in vista delle elezioni federali?

La terza opzione invece consisterebbe in una crisi di governo (sembra la più probabile viste le proteste e il calo continuo di gradimento del Cancelliere) con la possibilità di elezioni anticipate. Si tratta di un’opzione che non conviene a nessuno dei partiti di governo ma che fatte ora, subito, potrebbero limitare la vittoria di AfD ad un risultato parziale che non gli consenta di raggiungere la maggioranza assoluta e quindi di dover scendere a compromessi per poter accedere al governo.

L’arroganza e la supponenza dell’attuale classe dirigente sembrano prendere in considerazione questa opzione solo dopo aver visto naufragare le prime due, o tentare ancora la via giudiziaria per bloccare la strada ad AfD. Attenzione però, le tensioni interne nel governo e le tensioni sociali nel Paese a quel punto sfocerebbero certamente in qualche cosa che potrebbe sfuggire di mano.

La pace in Europa e nel mondo resta quindi appesa ad un filo. Come italiano vorrei che il mio Paese si tirasse fuori da queste logiche con un ragionato calcolo, ma purtroppo dovrò sperare soltanto che questo filo non venga reciso volontariamente o involontariamente senza l’apporto della nostra politica e della nostra diplomazia. 

La Meloni, Crosetto, Tajani, Salvini, la Schlein, Renzi, o forse Conte e Calenda dovrebbero essere le persone su cui riporre la mia fiducia?

Come sempre ci troveremo in mano dei cocci da pagare! 

Alberto Conterio - 16.10.2026 

mercoledì 14 ottobre 2026

Il nuovo sistema elettorale è una truffa

Il nuovo sistema elettorale è una truffa

E al Quirinale che dicono?

Due paroline sulla nuova legge elettorale varata dal governo Meloni:

Il Porcellum di Roberto Calderoli del 2005 al confronto della nuova Legge appena varata è un raffinato esempio di equità democratica. Come ha affermato l’ex Presidente del Consiglio Massimo D’Alema infatti "Il nuovo sistema elettorale è una truffa. Ho letto che Arianna Meloni sostiene che siamo entrati nella terza Repubblica: mi sembra un'affermazione grave, perché per fare un'altra Repubblica bisognerebbe cambiare la Costituzione. E l'idea di cambiarla con una legge ordinaria rivela una grave carenza di cultura democratica. D'altro canto, per chi viene dal partito neofascista non è una sorpresa".


Naturalmente verrebbe da ribadire…

Eppure un certo Sergio Mattarella sempre attento a questi argomenti, sembra non essersene accorto di questo aborto democratico! Come è possibile?

Ma spiegazione di questa “svista” è altrettanto facile e naturale da spiegare, almeno quanto dar ragione a Massimo D’Alema:

L’unico scopo della Legge infatti è escludere nuovi competitor alle elezioni. La situazione rumena, e tedesca va evitata alla radice per l’esistenza futura dell’Unione europea. Aumentando a dismisura il numero delle firme necessaria per validare una lista, si crea una situazione in cui, ogni nuovo movimento o partitino, per poter accedere alla tornata elettorale imminente, dovrà in qualche modo contrabbandare un posto in una lista già accreditata di un movimento o un partito “del sistema” sia esso di destra che di sinistra.

Ciò implica che queste “nuove” forze, verranno inevitabilmente assorbite e/o ricalibrate da chi il potere già lo detiene. Maggioranza e finta opposizione che sia, di oggi e di domani!

Questa è una Legge che potrei definire addirittura eversiva. Per poter presentare la propria lista, un nuovo partito dovrà di fatto raccogliere un numero di firme che è superiore ai voti raccolti da diversi partiti che oggi sono già sono presenti in Parlamento. Ciò impedisce praticamente di poter dare una rappresentanza parlamentare a quel 45% di elettori che da anni non votano più, perché delusi dagli attuali politici e dalle attuali politiche!

Quante volte abbiamo sentito affermare da questi Clown che l’astensionismo fa male alla democrazia e che occorre riportare i cittadini al voto? …e lo facciamo con questa Legge elettorale?

Complimenti, davvero complimenti per la vostra ipocrisia…

Ma occorre essere realisti: questi mentecatti hanno una paura fottuta di ciò che pensa la gente e di ciò che abbisogna quella parte sana della società. Una società che a maggioranza ha ben compreso che le attuali politiche filo Europee e filo atlantiste sono la solo causa di tutte le difficoltà che stiamo vivendo da semplici cittadini negli ultimi 20 anni!

Loro, hanno quindi l’assoluta necessità di blindare l’attuale sistema in vista delle future elezioni, mettendo al sicuro chi il potere lo detiene oggi.

Ed ecco spiegato perché al Quirinale, nessuno ha avuto nulla da dire, anche se la Legge è stata voluta ed approvata dai “cattivi fascisti di destra sovranista”!

Ma che risata mi viene da fare pensando a chi, da sinistra (la finta opposizione del momento) grida allo scandalo. Sono solo la seconda faccia della stessa moneta!

Del resto è stato proprio uno di loro, Matteo Renzi, ad affermare di recente che il prossimo Presidente della Repubblica dovrà necessariamente essere un provato europeista!

Ma di cosa stiamo a parlare quindi…

Alberto Conterio - 12.10.2026